Ecco un bell' articolo sulle prossime elezioni nella nostra Città tratto da Famiglia Cristiana. Un bell'affresco delle luci e ombre che la contraddistinguono e della decisa scelta di Scopelliti di fare di Reggio Calabria un polo turistico di eccellenza, riprendendo e svilupnado una intuizione del sindaco Italo Falcomatà , che troppo presto il Centro Sinistra ha dimenticato.
IL turismo ha posto preminente nel mio programma politico (IL MIO PROGRAMMA POLITICO ).
Penso che la garanzia di stabile occupazione per la popolazione debba essere l' elemento che debba portare a preferire un candidato piuttosto che un altro. Io propongo progetti nel campo del turismo, del cooperativismo agricolo, i quali, sviluppati, potranno garantire una soddisfacente sistemazione per tante fette di popolazione. E poi il mio punto fermo è la formazione e l' orientamento dei giovani che deve essere intesa come attività di preminente interesse pubblico. Non tutti hanno i soldi per garantirsi una formazione professioanle di qualità, per cui il settore pubblico deve garantirla per scelta politica a tutti. Altrimenti strati sempre più vasti di popolazione saranno gettati nella disperazione più nera e tragico La città guarda al mare: Messina, Taormina, le Eolie, per fare un unico polo turistico. E intanto si diverte, dice il sindaco di Centrodestra.No: spreca, ribatte il suo rivale.
Sostiene il drammaturgo e poeta reggino Rodolfo Chirico, che lo scirocco che spira dallo Stretto verso Reggio Calabria «ci fa geniali o dementi», ma chi è genio parte e si perde nel mondo, mentre chi è demente si perde prima e non parte. Sia come sia, Reggio Calabria, città di passo e di ponti promessi, spera ancora di non restare «quel tragico conduttore di cibo», spiega Chirico, «quell’apparato che consuma cose prodotte da altri. E che posto è quello che non produce qualcosa di suo? Non lo vedi, è una non-storia».

A Reggio Calabria si fanno ancora prove di futuro da quel giorno che il futuro si è perso sulle barricate della rivolta del 1970, quando alla città fu tolta la primazìa regionale. È da allora che i reggini guardano verso il mare dando le spalle all’Aspromonte: «Siamo una città di passo con acquario nel mezzo», sul quale si specchiano Messina, le Eolie e Taormina. L’idea fu di Nello Falcomatà, sindaco mitico di Reggio Calabria: realizzare una sorta di "conurbazione" con i luoghi che si specchiano sullo Stretto, ed è piaciuta a Giuseppe Scopelliti, sindaco (di Centrodestra) di segno così opposto a Falcomatà da far sembrare la cosa persino un poco singolare.
Una veduta di Reggio Calabria con il mare sullo sfondo.
A dire la verità, Scopelliti non sembra essere vittima dello scirocco, perché non è né geniale né demente. Sembra piuttosto un personaggio che si appassiona a prescindere, mettendo insieme cose buone con autentici obbrobri come le baracche di cemento sul lungomare Falcomatà, meglio conosciuto come "i cento metri più belli d’Italia"; oppure quei tapis roulant in una via del centro che non servono a nulla.
Scopelliti parla senza sosta, è elegante senza indugi, elettrico ed elettrode, produttore di idee continue come quell’Archimede pitagorico dei fumetti di Walt Disney cui si illumina una lampadina in testa quando ha una trovata. Non ha neanche 40 anni e già pensa di scrivere un libro sulla sua vita. Come il personaggio di Marguerite Duras, è giovane ma ha già una vecchiaia dietro le spalle e un futuro cui

non riesce a stare dietro. Eppure, questo sindaco che più che camminare sembra saltare come i canguri, qualche buona idea ce l’ha davvero e come tutti i leader sogna una sorta di scissione: «Sono stato vicepresidente della Regione Calabria», spiega, «e ho capito che Reggio deve guardare altrove per superare la maledizione storica di città dove si passa ma non ci si ferma. Il nostro futuro è nel turismo, nella realizzazione di una zona unica con Messina, Taormina e le Eolie. Porti turistici, eventi culturali, spettacoli e quella Biennale del Mediterraneo che è il nostro obiettivo. Poi, chissà, potremmo persino costituire una realtà territoriale autonoma staccandoci dalle rispettive Regioni con un referendum».
Scorcio di Reggio Calabria.
«Sogni», ribatte il suo antagonista del Centrosinistra Eduardo Lamberti, «la realtà è tutta scritta nella nudità delle cifre che relegano Reggio Calabria agli ultimi posti della classifica nazionale quanto a reddito prodotto, qualità della vita e reddito procapite».
Ma un primato Reggio Calabria ce l’ha ed è oggetto di studi accurati, tanto sembra incredibile: negli ultimi cinque anni la disoccupazione è stata abbattuta di ben 17 punti percentuali, un record assoluto. «Clientele e assunzioni senza concorso di vigili urbani attuate con metodi discutibili», dice Lamberti.
La passeggiata di Valeria Marini
«Fatti concreti», ribatte Scopelliti, «ho soltanto liberato i fondi speciali per Reggio Calabria che i miei predecessori non riuscivano a spendere; con quei soldi ho realizzato patti triangolari con gli imprenditori che accettano di assumere iniziative imprenditoriali nel settore turistico e nella ristorazione. Ho messo in moto eventi culturali, spettacoli, notte bianca. A Reggio ci si diverte».
«Soprattutto Valeria Marini», controbatte Lamberti, «ingaggiata a suon di migliaia di euro per fare una passeggiata sul lungomare».
Scorcio di Reggio Calabria.
Eppure Reggio Calabria è una città molto più viva che in passato e le statistiche dicono che otto giovani su dieci credono nel loro sindaco. Ma qualcosa di diverso si muove anche nel privato, come ad esempio quella perla di campo da golf realizzato in cima al monte che domina Reggio Calabria. «Perché no?», sorride il presidente del circolo Filippo Lo Presti. «Il Golf club di Monte Chiarello nasce grazie al coraggio a di un gruppo di imprenditori privati che credono in questa terra. Siamo i primi in Calabria, guidiamo la corsa». Che prosegue nell’interno, a Santa Caterina dello Jonio, dove il prossimo agosto aprirà un altro circolo golfistico.
«Ma a Reggio mancano asili nido, scuole decenti e una seria politica per la famiglia», protesta Titti Irrera, candidata al Consiglio comunale per il Centrosinistra, «altro che la Marini, le feste e i baccanali!». «Reggio riluce di spettacoli e lustrini», chiosa lo scrittore Gianfranco Cordì, frequentatore di quell’enclave tutta speciale che è la libreria "Culture" del mitico Enzo Caccamo, «ma intanto ogni notte bruciano in media quattro automobili».
Però di questo spettacolo, assicurato, gratuito e antico, nessuno vuol parlare. «Meglio guardare al mare», conclude lo scrittore e studioso Pasquale Romeo, «e cercare lì una storia diversa».